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16

mar

Brand come opinion leader di contenuti? Tutto parte dalla content curation

Brand come opinion leader di contenuti? Tutto parte dalla content curation

Da Pinterest a Storify, alle Timeline. Come è cambiata la navigazione?

Tutti parlano di content curation, ma da dove viene l’attenzione per questo trend?

Pinterest polverizza concorrenti illustri come Google+ nonostante raccolga utenti, per ora, solo su invito o esplicita richiesta.

Il poco tempo a disposizione per informarsi, unito alla sovrabbondanza di input e di chiavi di lettura disponibili in rete ha fatto sì che gli utenti passassero da ricerche mirate a soddisfare richieste ben precise, alla scelta di fonti fidate e categorie tematiche di particolare interesse, da cui attingere contenuti filtrati dal cosiddetto rumore di fondo, da condividere con le cerchie di amici. È comprensibile il richiamo sempre maggiore che hanno, nei confronti dei social user, i cosiddetti contenuti di qualità: informazioni pertinenti ed originali che stimolano non solo l’attenzione, ma anche l’opinion leader che c’è in ognuno, voglioso di lanciare spunti e dimostrarsi super informato sull’argomento preferito. Ecco dunque prodotti come Scoop.it, Storify o Paper.li che, con pochi click, permettono di raccogliere in un unico spazio: testi, immagini, video provenienti da varie tipologie di fonti, inclusi Facebook e Twitter, che tra hashtag e tweet, viene considerato da molti, la nuova, aggiornatissima, agenzia di stampa del web.

Moltissimi brand, di conseguenza, hanno imparato a produrre contenuti originali, confezionati per ingolosire i social user, e si sono lanciati sulle piattaforme più trendy del momento, per avere più possibilità di essere pinnati e sfruttare le potenzialità virali dello sharing.

Facebook e Twitter seguono il trend e incoronano i nuovi meccanismi virali

La milestone (per dirla con Timeline), che ratifica questi cambiamenti epocali, è però l’interessamento di Facebook, LinkedIn (con LinkedIn Today) e Twitter (che proprio in questa prospettiva ha acquistato da poco Summify e Posterous).

Zuckerberg non ha mai nascosto il suo apprezzamento per Pinterest (al quale si è iscritto in tempi non sospetti) e la sua rivoluzione in fatto di visualizzazione delle pagine web. Quanti di voi non si sono innamorati, in fondo, della semplicità e dell’impatto delle sue board?

Il buon Mark, del resto, facendo like alla recente app Friendsheet, che trasforma letteralmente la navigazione del nostro profilo Facebook in quella di Pinterest, non ha nascosto il suo costante monitoraggio su questo tipo di tendenza. Le stesse Timeline, che già avevano reso obsolete le bacheche, permettendo una più facile catalogazione e consultazione dei post, ora, con le nuove Liste di interessi, avvicinano ancor di più Facebook ad un content curator vero e proprio, consentendo una diversificazione tematica dei feed in entrata.

Per i brand, dunque, la strada per generare dinamiche virali e brand awareness è restare informati su tutte le evoluzioni, aggiornare i propri canali social seguendo le più recenti indicazioni dell’audience e cercare di diventare opinion leader del proprio settore di riferimento.

Voi lo state già facendo?

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