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	<title>Youniversal Media Blog</title>
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	<description>YOUniversal Media - Free to innovate</description>
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		<title>Content Marketing: risorsa esplosiva per la comunicazione B2B</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 17:02:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Content marketing]]></category>
		<category><![CDATA[brand awareness]]></category>
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		<category><![CDATA[social networking]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2011 segnato dalla crescita dei contenuti per i brand: blog e canali social in testa. Il content marketing sta fiorendo, e ne è conferma la crescita della comunicazione di aziende e brand, per aumentare la awareness del marchio, per migliorare il rapporto con i partner commerciali e per coinvolgere clienti attuali e potenziali nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>Il 2011 segnato dalla crescita dei contenuti per i brand: blog e canali social in testa.</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>content marketing</strong> sta fiorendo, e ne è conferma la crescita della comunicazione di aziende e <strong>brand</strong>, per aumentare la <strong>awareness</strong> del marchio, per migliorare il rapporto con i partner commerciali e per coinvolgere clienti attuali e potenziali nelle dinamiche della comunicazione aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fulcro del content marketing è appunto la distribuzione di contenuti che, pur essendo riferiti e chiaramente identificabili al proprio brand, siano altresì dotati di <strong>qualità contenutistica</strong> e compositiva in grado di generare <strong>engagement</strong>. Il brand deve abbracciare le nuove modalità di espressione a cui il pubblico è sempre più avvezzo, modalità che si stanno rivelando sempre più importanti nel contesto di una comunicazione ormai tecnologica, interattiva, <strong>social</strong>. Le imprese di tutte le dimensioni dovrebbero preventivare una strategia focalizzata sul content marketing.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo un’infografica di <strong><a title="Il link all'infografica di BlueGrass" href="http://www.blueglass.com/blog/understanding-the-content-marketing-explosion-infographic/">BlueGrass</a> </strong>il 90% delle imprese già mette in pratica, magari anche non sapendolo, azioni di content marketing.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blueglass.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/content_marketing_explosion_ig.png" rel="prettyPhoto"><img title="IG-click-here-button-2" src="http://www.blueglass.com/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/IG-click-here-button-2.jpg" alt="" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le azioni più diffuse sono la pubblicazione di articoli e post, l’attività sui social network e l’utilizzo del blog aziendale. Gli obiettivi primari invece sono la brand awareness, l’acquisizione di nuovi utenti e la retention di quelli già acquisiti, o in alternativa la generazione di lead.</p>
<p style="text-align: justify;">Le aziende hanno sempre comunicato, ma quello che cambia è però la forma, e il contenuto, dei messaggi. Sta tramontando l’era dei comunicati stampa, dei redazionali, delle newsletter cartacee, e invece sta aumentando sempre più rilevanza l’<strong>interazione virtuale</strong> con gli utenti e i partner.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Non basta postare, serve la qualità e rilevanza dei contenuti per battere Panda.</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">In un mondo nel quale la comunicazione è sempre più veloce e sociale non va sottovalutata affatto la qualità del proprio contenuto, sul quale non si deve affatto lesinare: l’impatto dei social network sempre maggiore espone la comunicazione aziendale alle reazioni del pubblico. I contenuti devono superare questo esame ed essere rilevanti, coerenti, informativi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’introduzione di <strong>Panda</strong> e i suoi update mensili, poi, hanno pericolosamente spodestato gli equilibri delle <strong>SERP</strong> di <strong>Google</strong>, penalizzando le piattaforme che hanno comunicato in modo non ottimale col mercato, con contenuti piatti e non entusiasmanti. Proporre <strong>contenuti interessanti</strong> e di qualità, che suscitino l’interesse del pubblico, diviene un imperativo categorico per non affondare.</p>
<p style="text-align: justify;">La domanda ora è: stante che le <strong>potenzialità</strong> e le <strong>success story</strong> dei grossi nomi internazionali (Coca Cola, AMEX, ecc.) che hanno saputo implementare un piano di marketing contenutistico efficace, sapranno anche le <strong>PMI</strong> abbracciare queste affascinanti sfide del futuro prossimo?</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.youniversalmedia.com%2Fblog%2Fcontent-mktg%2Fcontent-marketing-risorsa-esplosiva-per-la-comunicazione-b2b__643%2F&amp;title=Content%20Marketing%3A%20risorsa%20esplosiva%20per%20la%20comunicazione%20B2B" id="wpa2a_4"><img src="http://www.youniversalmedia.com/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
	
		
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		<title>Volunia: il competitor di Google dalla vocazione social</title>
		<link>http://www.youniversalmedia.com/blog/web-mktg/volunia-il-competitor-di-google-dalla-vocazione-social__636/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 15:20:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Marchiori]]></category>
		<category><![CDATA[Meet]]></category>
		<category><![CDATA[Seek]]></category>
		<category><![CDATA[sharing]]></category>
		<category><![CDATA[smart device]]></category>
		<category><![CDATA[Volunia]]></category>

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		<description><![CDATA[Seek &#38; Meet: cosa ha interessato di più i power user? La presentazione di Volunia presso il Centro Multimediale E-Learning Ateneo dell’Università di Padova risale ormai ad una settimana fa. Proviamo a tirare un po’ le somme senza farci influenzare dalla grafica ancora da rifinire e dai disastri del giorno della presentazione. Volunia è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>Seek &amp; Meet: cosa ha interessato di più i power user?</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">La presentazione di <strong><a title="L'home page pubblica di Volunia" href="http://launch.volunia.com/" target="_blank">Volunia</a></strong> presso il <strong>Centro Multimediale E-Learning Ateneo dell’Università di Padova</strong> risale ormai ad una settimana fa. Proviamo a tirare un po’ le somme senza farci influenzare dalla grafica ancora da rifinire e dai <em>disastri</em> del giorno della presentazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Volunia</strong> è stato etichettato come motore di ricerca in competizione con <strong>Google</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">In generale è proprio su una navigazione <em>alternativa</em> che ha voluto puntare <strong><a title="Massimo Marchiori su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Marchiori" target="_blank">Massimo Marchiori</a></strong>, che possa liberare gli utenti da <em>gabbie</em> autoreferenziali come <strong>Facebook</strong> o lo stesso <strong>Google</strong>. Le immagini più diffuse del motore di ricerca si riferiscono al <strong>volo</strong>, la modalità di navigazione che grafica la struttura del sito prescelto come una città da video-game anni ’80 esplorata dall’alto. Questa funzionalità ha sicuramente il suo impatto e, in prospettiva, può stimolare ad un diverso approccio con il web, ma quello che ha incuriosito da subito i power user che hanno testato <strong>Volunia</strong> non è stato tanto il <strong>Seek</strong>, quanto il <strong>Meet</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni visita ad un sito, su <strong>Volunia</strong>, si trasforma nell’occasione per un dibattito virtuale sui suoi contenuti. La possibilità di conoscere quanti stiano facendo la nostra stessa esperienza di navigazione e di condividere informazioni e impressioni in tempo reale è quello che accomuna, in un unico prodotto, una vocazione <strong>social</strong>, la predisposizione allo <strong>sharing</strong> e la possibilità di dare il proprio <strong>feedback</strong> in tempo reale su qualsiasi cosa.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Target ideale per Marchiori? Un utente attivo e votato allo sharing e al mobile</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Il sito più visitato attraverso <strong>Volunia</strong>, in questi primi giorni, è stato quello de <strong>La Gazzetta dello Sport</strong>, trasformato in un bar sport virtuale per commentare le partite. Al di là dell’argomento, che in Italia, non per la prima volta, è servito come <strong>killer application</strong>, questo dimostra la bontà di un’idea che va oltre le vecchie <strong>chat</strong> tematiche, per integrarsi fluidamente con il comportamento attuale di un’utente più consapevole, attento e propositivo sui contenuti fruiti e che, in prospettiva, si sposerebbe bene con il mondo <strong>mobile</strong> e degli <strong>smart device</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Volunia</strong> è ancora in versione beta. Dopo le molte critiche <strong>Marchiori</strong> ha tenuto a precisare che si sta lavorando a ritmi serrati per realizzare una grafica 2.0 e, sperando in una seconda tranche di finanziamenti, per implementare tante altre funzionalità da far testare alla totalità degli utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Commenti negativi e commenti positivi si sono alternati a migliaia in questa settimana, ma il fatto che si stia parlando nel mondo di un prodotto innovativo realizzato solo ed esclusivamente con soldi italiani, non dovrebbe meritare un briciolo di fiducia in più almeno nel nostro paese?</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.youniversalmedia.com%2Fblog%2Fweb-mktg%2Fvolunia-il-competitor-di-google-dalla-vocazione-social__636%2F&amp;title=Volunia%3A%20il%20competitor%20di%20Google%20dalla%20vocazione%20social" id="wpa2a_8"><img src="http://www.youniversalmedia.com/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
	
		
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		<title>San Valentino sui social network, contest e serenate per innamorati e single</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 17:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
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		<category><![CDATA[Facebook tab]]></category>
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		<category><![CDATA[San Valentino]]></category>
		<category><![CDATA[Social Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Starbucks check-in]]></category>

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		<description><![CDATA[I brand scelgono i nuovi canali social: tab, board e check-in. La festa degli innamorati è giunta come ogni anno, e quale momento migliore per azioni di marketing specifiche e focalizzate tramite i social network, perché no anche con un pizzico di simpatia? Su Pinterest, l’emergente social network per immagini, era stato lanciato dal noto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>I brand scelgono i nuovi canali social: tab, board e check-in.<br />
</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">La festa degli innamorati è giunta come ogni anno, e quale momento migliore per azioni di <strong>marketing</strong> specifiche e focalizzate tramite i social network, perché no anche con un pizzico di simpatia<strong>?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Su <a title="Link al sito Pinterest" href="http://pinterest.com/" target="_blank"><strong>Pinterest</strong></a>, l’emergente social network per immagini, era stato lanciato dal noto brand creativo di tee-shirt e abbigliamento <a title="Link al sito del marchio Threadless" href="http://www.threadless.com/" target="_blank"><strong>Threadless</strong> </a>un contest promozionale per l’occasione del giorno di <strong>San Valentino</strong>. Il contest consisteva nel creare nel proprio profilo Pinterest un board apposito e dedicarlo poi ad una persona speciale.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi bisognava aggiungere 10 pins al board, di cui minimo 5 prodotti del brand creativo. In questi 10 pins dovevano esserci immagini di prodotti e oggetti che si sarebbero voluti donare alla persona amata. Infine si sarebbe dovuta inviare una mail al sito segnalando il link al proprio board. Al vincitore sono stati donati 100$ di buono sul sito Threadless e una gift card Amazon sempre da 100$.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Heineken ci aiuta a dedicare una &#8220;Heineken Serenade&#8221; alla persona amata.</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Altra iniziativa interessante è quella intrapresa da <a title="Link al sito Heineken" href="http://www.heineken.com/" target="_blank"><strong>Heineken</strong> </a>sulla propria fan-page <a title="Link al sito Facebook" href="https://www.facebook.com/" target="_blank"><strong>Facebook</strong></a>. In vista del Valentine’s Day è stata creata una tab apposita, chiamata <a title="Link al tab &quot;Serenade&quot;" href="http://www.facebook.com/heineken?sk=app_137291299679912" target="_blank"><strong>Serenade</strong></a>, tramite la quale è possibile comporre una <strong>“Heineken Serenade”</strong> scegliendo, come in un libro a bivi, varie possibili frasi dedicate ad un contatto e costruire, quindi, un simpatico video con una scatenata band rockabilly in stile tarantiniano, per invitare ad un appuntamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Completato il “montaggio” del video è possibile pubblicarlo sul profilo Facebook del proprio partner, oppure copiare il link per inviarlo ad esempio via email, in una forma più privata. Ecco qui il video promozionale dell&#8217;iniziativa.</p>
<p><object width="560" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/H6P7CARtmww?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/H6P7CARtmww?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>In Cina Starbucks aiuta i single a trovare l’anima gemella.</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">In Cina invece, una collaborazione tra <a title="Link al sito Starbucks" href="http://www.starbucks.com/" target="_blank"><strong>Starbucks</strong> </a>e <strong>Jiepang</strong>, il Foursquare cinese, ha consentito a tutti i single che fanno<strong> check-in</strong> nei locali della catena di caffè, di ottenere uno speciale badge per il giorno di San Valentino che dona loro maggiore visibilità e magari qualche chance di trovare nel giorno degli innamorati la dolce metà. Si ottiene anche una consumazione gratis nel bar, e in palio per tutti i partecipanti anche 500 cellulari <a title="Link al sito Nokia" href="http://www.nokia.com/" target="_blank"><strong>Nokia</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">E voi avete scovato online qualche stuzzicante idea associata alla festa di San Valentino?</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.youniversalmedia.com%2Fblog%2Fweb-mktg%2Fsan-valentino-sui-social-network-contest-e-serenate-per-innamorati-e-single__612%2F&amp;title=San%20Valentino%20sui%20social%20network%2C%20contest%20e%20serenate%20per%20innamorati%20e%20single" id="wpa2a_12"><img src="http://www.youniversalmedia.com/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
	
		
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		<title>Zuckerberg alla conquista di Wall Street: IPO da capogiro per Facebook.</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 17:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[facebook ipo]]></category>
		<category><![CDATA[nasdaq]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[speculazione]]></category>
		<category><![CDATA[zuckerberg]]></category>

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		<description><![CDATA[Cosa emerge dai documenti di bilancio, pubblici per la prima volta in 8 anni, presentati alla SEC. Alla fine, Mark Zuckerberg va alla guerra. Sebbene fonti vicine al fondatore del social network per eccellenza abbiano sempre sostenuto la sua ritrosia nel trasformare la sua creatura, Facebook, in una public company, a quanto pare i tempi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>Cosa emerge dai documenti di bilancio, pubblici per la prima volta in 8 anni, presentati alla SEC.</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Alla fine, <strong>Mark Zuckerberg</strong> va alla guerra. Sebbene fonti vicine al fondatore del social network per eccellenza abbiano sempre sostenuto la sua ritrosia nel trasformare la sua creatura, <strong>Facebook</strong>, in una public company, a quanto pare i tempi sono ormai maturi per una quotazione azionaria nel <strong>Nasdaq</strong>, entro l’estate e probabilmente con il simbolo sintetico <strong>“FB”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli analisti offrono stime sul valore societario tra i 60 e i 100 miliardi di dollari, mentre la società si attende un margine tra i 5 e i 10 miliardi di dollari all’apertura delle vendite, una cifra mostruosa. Interessante poi, il poter finalmente buttare un occhio sui dati di <strong>bilancio</strong> di Facebook, ad 8 anni dalla sua nascita. Cosa si nasconde dietro il logo blu &amp; bianco?</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>850 milioni di amici, 3200 dipendenti, ma la revenue è inferiore alle attese degli esperti.</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Secondo i dati forniti alla SEC per l’iscrizione sul mercato azionario, Facebook avrebbe raggiunto gli <strong>850 milioni</strong> di utenti nel mondo, di cui oltre il 50% utilizza il servizio in mobilità. Nell’ultimo anno è anche aumentato di quasi 50% il numero dei dipendenti, giungendo a 3200 posti di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Le fonti di <strong>revenue</strong> del portale blu sono all’85% costituite dall’advertising targettizzato, che però denota una metrica di CPM di 0,22$, molto più bassa della media del web, e in particolare della media offerta dall’advertising di <strong>Google</strong>, nell’ordine dei dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">L’aspetto su cui spera di puntare Facebook, come ha confermato il fondatore in una lettera per i dipendenti, è nel continuare a fornire un prodotto valido per gli utenti, con una rinnovata attenzione alla <strong>privacy</strong>, questione che molte volte ha messo il social network alla sbarra degli imputati.</p>
<p style="text-align: justify;">Sostanziale inoltre l’apporto dei social games al bilancio, <strong>Zynga</strong> in primis, con 550 milioni di dollari. Zuckerberg ha dichiarato pubblicamente che senza questa fonte di introiti, il social network soffrirebbe un danno importante. Pur essendo un’azienda relativamente giovane, Facebook è profittevole, anche se le ultime stime per la revenue del 2012 si fermano a 4,7 miliardi, dato giudicato da alcuni analisti come deludente.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Il rischio della speculazione, spada di Damocle su  tutto il settore IT.</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">La paura più grande poi, è che, pur con tutti gli scongiuri che provengono da Menlo Park, l’operazione si riveli una <strong>bolla speculativa</strong>. In questi giorni tutto il settore social in borsa ha vissuto momenti di euforia, ed è indubbio che Facebook rischi di superare le aspettative del lancio azionario. Ma se Zuckerberg non riuscisse a dimostrare di pensare al <strong>prodotto</strong> e non solo alla revenue, <strong>l’effetto domino</strong> su tutto il mercato IT potrebbe essere fatale.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.youniversalmedia.com%2Fblog%2Fsocial%2Fzuckerberg-alla-conquista-di-wall-street-ipo-da-capogiro-per-facebook__604%2F&amp;title=Zuckerberg%20alla%20conquista%20di%20Wall%20Street%3A%20IPO%20da%20capogiro%20per%20Facebook." id="wpa2a_16"><img src="http://www.youniversalmedia.com/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
	
		
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		</item>
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		<title>Google TV e nuovo YouTube: come Big G diventa broadcaster</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 17:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[file sharing]]></category>
		<category><![CDATA[Google TV]]></category>
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		<category><![CDATA[youtube]]></category>

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		<description><![CDATA[Salar Kamangar promuove la prossima creazione di canali tematici sul Tubo YouTube, incorporato da Big G solo 6 anni fa, con il suo numero impressionante di visualizzazioni giornaliere, è non solo la televisione più vista del web, ma per le nuove generazioni costituisce l’unica televisione. Sono proprio queste le considerazioni che hanno portato Mountain View [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>Salar Kamangar promuove la prossima creazione di canali tematici sul Tubo</strong></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>YouTube</strong>, incorporato da <strong>Big G</strong> solo 6 anni fa, con il suo numero impressionante di visualizzazioni giornaliere, è non solo la televisione più vista del web, ma per le nuove generazioni costituisce l’unica televisione. Sono proprio queste le considerazioni che hanno portato <strong>Mountain View</strong> a puntare su un mercato ambizioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Se in un primo momento si è puntato molto sul lancio delle <strong>Google TV</strong>, una scelta che l’audience americana non ha di certo premiato con entusiasmo ora, attraverso <strong>il Tubo</strong>, si tenta la strada del <strong>broadcasting</strong>. Secondo le recenti dichiarazioni di <strong>Salar Kamangar</strong>, CEO della società, <strong>YouTube</strong> si starebbe concentrando per andare oltre gli introiti provenienti dall’advertising che gira intorno al singolo video. L’obiettivo è creare almeno 100 canali tematici che trasmettano palinsesti preordinati e zeppi di esclusive e contenuti di appeal per almeno 100 milioni di dollari. La prospettiva è, col tempo, di coprire quella percentuale di ricavo dell’industria video (circa il 40%) che ancora le è “negata”, quella proveniente dagli abbonamenti: una percentuale praticamente equivalente a quella data dagli introiti pubblicitari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’audience è pronta alle smart TV ma la user content generation avrà ancora spazio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La crescente diffusione delle <strong>smart TV</strong> e la dimestichezza degli utenti con <strong>smart device</strong> e <strong>file sharing</strong>, unite all’abitudine all’acquisto di contenuti on-line (registrata anche in Italia nel campo della musica) apre spiragli sulla plausibile richiesta di eventuali <strong>canali premium</strong> offerti da un broadcaster come <strong>Google</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quelle di <strong>Kamangar</strong>, sono dunque dichiarazioni strategiche, visto che si prevede il prossimo sbarco estivo delle <strong>Google TV</strong> in Europa?</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la carta stampata, anche la televisione affronta un mutamento radicale che potrebbe portarla all’estinzione. La fruizione moderna non ammette la passività ed i nuovi utenti, causa anche la più variabile distribuzione del loro tempo libero, preferiscono scegliere e organizzare da soli i contenuti interessanti. Alla luce di quanto detto, <strong>YouTube</strong> potrebbe idealmente affossare quella <strong>user content generation</strong> che, con i video più curiosi e quindi più cliccati, gli ha portato 88 miliardi di <strong>stream</strong>. Si troveranno spazi adatti per la genuinità e la creatività anche in rigidi pacchetti da vendere?</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.youniversalmedia.com%2Fblog%2Fcontent-mktg%2Fgoogle-tv-e-nuovo-youtube-come-big-g-diventa-broadcaster__599%2F&amp;title=Google%20TV%20e%20nuovo%20YouTube%3A%20come%20Big%20G%20diventa%20broadcaster" id="wpa2a_20"><img src="http://www.youniversalmedia.com/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
	
		
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		<title>Forum della Comunicazione Digitale: oggi al via la terza edizione</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 12:40:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quest’anno attenzione focalizzata sul brand engagement attraverso social e mobile In queste ore si sta svolgendo a Milano, a Palazzo Mezzanotte in Piazza Affari, la terza edizione del Forum della Comunicazione Digitale. L’evento è dedicato ad appassionati e figure professionali del mondo dell’editoria e dei media. Obiettivo dell’evento è anche integrare una rete di networking [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>Quest’anno attenzione focalizzata sul brand engagement attraverso social e mobile </strong></h2>
<p style="text-align: justify;">In queste ore si sta svolgendo a <strong>Milano</strong>, a <strong>Palazzo Mezzanotte</strong> in Piazza Affari, la terza edizione del <a title="Link al sito ufficiale dell'evento" href="http://www.forumdigitale.it" target="_blank"><strong>Forum della Comunicazione Digitale</strong></a>. L’evento è dedicato ad appassionati e figure professionali del mondo dell’editoria e dei <strong>media</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Obiettivo dell’evento è anche integrare una rete di <strong>networking</strong> e dialogo tra i protsgonisti sul palco e partecipanti, allo scopo di ottenere una crescita comune del settore, tramite lo <strong>scambio di idee</strong> ed informazioni. Per il lancio dell’evento è stato anche indotto un concorso tra videomaker e creativi, che ha portato alla vittoria il collettivo “Keyframe” con questo <a title="Video-Spot vincitore" href="http://www.youtube.com/watch?v=J3lcA9v1JMk" target="_blank">video.</a></p>
<p><object width="560" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/J3lcA9v1JMk?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/J3lcA9v1JMk?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>I partner e i partecipanti all’evento: media, comunicazione e figure istituzionali per un mash-up creativo</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Partner dell’evento sono alcuni dei nomi più noti nel panorama nazionale e non: <strong>Research In Motion</strong>, <strong>BMW Motorrad</strong>, <strong>Adnkronos Comunicazione Digitale</strong>, <strong>Lastminute.com</strong>, <strong>Adobe System Italia</strong>, <strong>77Agency</strong>,<strong> Regione Puglia</strong>, <strong>Philips</strong>, <strong>DailyMedia</strong>, <strong>Ergo Italia</strong>, <strong>Blogmeter</strong>, solo per citarne alcuni.</p>
<p style="text-align: justify;">Un evento importante, che dimostra come, anche nel Belpaese, c’è <strong>speranza</strong> di un’evoluzione tecnologica e culturale nel mondo della comunicazione, integrata tra istituzioni e aziende, tra editoria e web, tra pubblicità e contenuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se oggi siete a <strong>Milano</strong> e avete voglia di assistere ad un bel <strong>brainstorming</strong> di idee, fate un salto a <strong>Piazza Affari</strong>, si preannuncia una giornata ricca di spunti interessanti per il mondo della comunicazione. E non perfete di vista l’hashtag ufficiale dell’evento su Twitter, <a title="Link all'hashtag ufficiale" href="https://twitter.com/#!/search/%23forumdigitale2012"><strong>#forumdigitale2012</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli ospiti relatori, segnaliamo Alberto Acito, Managing director di RIM Italy; Francesca Benati, Managing director di Lastminute.com Italia; Giuseppe Borgonovo, Digital Marketing in Adobe System Italia; Alessandro Colafreschi, Head of Global Online Banking di UniCredit Group; Fabio Forio, Businnes Development Manager di Cisco Systems Italia; Piero Gaffuri, Direttore Nuovi Media di RAI; Stefania Lallai, Communication manager di TNT Express Italy; Federico Luperi, Direttore Innovazione di Adnkronos Comunicazione Digitale; Enzo Mazza, Presidente del FIMI; Alessandra Teruggi, Responsabile Comunicazione Interna di Vodafone Italia.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.youniversalmedia.com%2Fblog%2Fweb-mktg%2Fforum-della-comunicazione-digitale-oggi-al-via-la-terza-edizione__577%2F&amp;title=Forum%20della%20Comunicazione%20Digitale%3A%20oggi%20al%20via%20la%20terza%20edizione" id="wpa2a_24"><img src="http://www.youniversalmedia.com/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
	
		
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		<title>Twitter e Google aprono alla censura. Resa giuridica o interesse aziendale?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 15:31:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[#Twittercensored]]></category>
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		<description><![CDATA[Blog oscurati e tweet rimossi superano il vecchio Don’t be evil! Twitter e Google sono promotori della censura? Tema  molto caldo, ha fatto esplodere una discussione globale proprio in un momento di ambigue prese di posizione che cambiano le fondamenta ideologiche stesse della rete. Accantonate, anche se solo per il momento, SOPA e PIPA e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>Blog oscurati e tweet rimossi superano il vecchio <em>Don’t be evil!</em></strong></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Twitter</strong> e <strong>Google</strong> sono promotori della censura? Tema  molto caldo, ha fatto esplodere una discussione globale proprio in un momento di ambigue prese di posizione che cambiano le fondamenta ideologiche stesse della rete. Accantonate, anche se solo per il momento, <strong><a title="SOPA e PIPA: il web unito sciopera e vince la prima battaglia" href="http://www.youniversalmedia.com/blog/web-mktg/sopa-e-pipa-il-web-unito-sciopera-e-vince-la-prima-battaglia__507/" target="_blank">SOPA e PIPA</a></strong> e il polverone sollevato dalla chiusura di <strong>Megaupload</strong>, gli indignati digitali hanno ancora di che protestare.</p>
<p style="text-align: justify;">Per prima <strong>Google</strong> ha deciso, senza far clamore, di inibire la visualizzazione di particolari siti ospitati sul suo <strong>Blogspot</strong>, in paesi che ne richiedano legalmente l’oscuramento.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo poco è stata la volta di <strong>Twitter</strong> che, con uno stile del tutto differente, bisogna dirlo, ha comunicato con trasparenza, sul proprio <strong><a title="Il blog di Twitter" href="http://blog.twitter.com/2012/01/tweets-still-must-flow.html" target="_blank">blog</a></strong>, di essere in grado di rimuovere <strong>tweet</strong> considerati “scomodi” in maniera geolocalizzata, e quindi solo per particolari utenti nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte ha gridato “alla censura”, accusando i due giganti americani, i quali avevano costruito la propria immagine sulla difesa della libertà di espressione e sulla famosa politica del “<strong>Don’t be evil!</strong>”, di essersi genuflessi alle minacce ed agli interessi dei governi. Gran parte di queste persone sono ovviamente cittadini di paesi, come la Cina, dove già la censura non permetteva l’accesso a piattaforme come <strong>Twitter</strong> e che vedono queste manovre come l’ennesima mazzata ai propri diritti.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri, invece, sono più diplomatici ed elogiano per esempio la trasparenza di <strong>Twitter</strong> che, non solo ha pensato di fare tutto alla luce del sole, ma, indicando chiaramente con una speciale bolla di censura, i contenuti rimossi e dando la possibilità di visualizzarli su altri domini, darà anche la possibilità di “sottolinearli” e tracciarli.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>#Twittercensored e Identi.ca: i forum di discussione degli indignati digitali</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Probabilmente la cosa più giusta da fare è arrendersi all’evidenza che sia <strong>Google</strong>, che <strong>Twitter</strong> siano delle aziende con interessi economici, che cercano semplicemente di accaparrarsi mercati fino ad ora a loro inibiti. Chi più, chi meno, ha cercato di farlo deludendo il meno possibile lo zoccolo duro dei suoi utenti, adducendo il fatto che comunque, provvedimenti di questo tipo saranno presi solo dopo una specifica disposizione giudiziaria e suggerendo, come nel caso di <strong>Google</strong>, escamotage tecnici come aggiungere /ncr alla url di una pagina oscurata, ma ciò non ha fermato la protesta della rete.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Geek</strong> e <strong>blogger</strong> tengono viva la discussione per non far passare in secondo piano queste ennesime avvisaglie di cambiamento. Uno sciopero dei tweet il 28 gennaio, migliaia di commenti su <strong><a title="#Twittercensored" href="https://twitter.com/#!/search/%23twittercensored" target="_blank">#Twittercensored</a></strong> o sul clone open source <strong><a title="La home page di Identi.ca" href="http://identi.ca/" target="_blank">Identi.ca</a></strong> hanno già promosso azioni dimostrative o strategie di aggiramento del problema, perché in futuro non si debba pensare a rivoluzioni digitali come la <strong>Primavera Araba</strong> come ad episodi isolati nella storia del nostro secolo.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.youniversalmedia.com%2Fblog%2Fsocial%2Ftwitter-e-google-aprono-alla-censura-resa-giuridica-o-interesse-aziendale__572%2F&amp;title=Twitter%20e%20Google%20aprono%20alla%20censura.%20Resa%20giuridica%20o%20interesse%20aziendale%3F" id="wpa2a_28"><img src="http://www.youniversalmedia.com/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
	
		
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		<title>2012: risorse e budget in aumento per il content marketing aziendale</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 18:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Content Marketing Institute]]></category>
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		<description><![CDATA[Il focus di una ricerca americana è su viralità e brand loyalty Il content marketing è una strategia in piena evoluzione. Il boom del 2011 che, un po’ a causa di Panda, un po’ per la lungimiranza di alcuni, ha visto moltissime aziende interessarsi seriamente alla produzione di contenuti di qualità che veicolassero il loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>Il focus di una ricerca americana è su viralità e brand loyalty</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Il <strong><a title="Content marketing: una strategia in cui investire nell’era post-Panda" href="http://www.youniversalmedia.com/blog/content-mktg/content-marketing-una-strategia-in-cui-investire-nell%e2%80%99era-post-panda__149/" target="_blank">content marketing</a></strong> è una strategia in piena evoluzione. Il boom del 2011 che, un po’ a causa di <strong>Panda</strong>, un po’ per la lungimiranza di alcuni, ha visto moltissime aziende interessarsi seriamente alla produzione di contenuti di qualità che veicolassero il loro <strong>brand</strong>, è confermato da ogni analisi o previsione del 2012.</p>
<p style="text-align: justify;">La recente <strong><a title="La ricerca del CMI" href="http://www.contentmarketinginstitute.com/wp-content/uploads/2011/12/B2B_Content_Marketing_2012.pdf" target="_blank">ricerca del Content Marketing Institute</a></strong> ha avuto il merito di fotografare bene questa realtà, oltre a stilare una serie di utilissime linee guida per tutti i soggetti interessati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il concetto principale che viene fuori è che il tasso qualitativo di un contenuto, da solo, non è sufficiente a garantire un ritorno d’immagine al brand. L’aspetto fondamentale da curare e coltivare è la viralità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quali sono i contenuti che maggiormente si prestano ad essere virali?</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla ricerca è emerso che immagini e video la fanno da padrone, attirando l’attenzione soprattutto degli utenti provenienti dai <strong>social network</strong>. Di conseguenza, canali come <strong>YouTube</strong> e <strong>Flickr</strong> vedono aumentare costantemente il numero di iscritti, e giganti come <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter</strong> e <strong>Google</strong>, in un modo o nell’altro, hanno adattato i propri prodotti ad un’integrazione sostanziale con questo tipo di contenuti, privilegiandone in vari modi la visualizzazione. Ci vengono in mente la prominenza delle immagini nelle <strong>Timeline</strong>, la nuova sezione <strong>#Discover</strong> di <strong>Twitter</strong> e le <strong>Hangout</strong> di <strong>Google+</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Twitter: la piattaforma più usata per la diffusione di brand identity</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Ma non è solo questo. Il 60% degli intervistati per la ricerca ha incrementato sensibilmente il budget dedicato al content nel 2011, quasi il 10% in più rispetto all’annata precedente. La diversa sensibilità di un’audience sempre più interconnessa e propensa allo sharing di contenuti interessanti richiede però  una programmazione editoriale con determinate caratteristiche ad hoc. Gli strumenti per ottenere questo obiettivo sono semplici e sono da trovare ancora una volta nel mondo dei <strong>social media</strong>. La ricerca indica <strong>Twitter</strong> come la piattaforma più utilizzata per incrementare la <strong>brand loyalty</strong>, grazie alla sua immediatezza, seguito da <strong>LinkedIn</strong> e dall’onnipresente <strong>Facebook</strong>. Lo strumento delle citazioni (mutuato anche dalle <strong>sponsored stories</strong>), di domande e di link a fonti esterne che stimolino l’interazione sono un fondamentale conguaglio alla creazione di contenuti originali attraverso un <strong>blog</strong> personale o le sempre meno considerate <strong>newsletter</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa ci insegna questa ricerca? La ricetta è semplice e sempre più aziende la stanno seguendo, ma l’ingrediente segreto è sempre l’attenzione alle indicazioni dell’audience, che ha in mano lo scettro del comando, e di coltivare con costanza il suo prezioso interesse.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.youniversalmedia.com%2Fblog%2Fcontent-mktg%2F2012-risorse-e-budget-in-aumento-per-il-content-marketing-aziendale__566%2F&amp;title=2012%3A%20risorse%20e%20budget%20in%20aumento%20per%20il%20content%20marketing%20aziendale" id="wpa2a_32"><img src="http://www.youniversalmedia.com/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
	
		
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		<title>Le aziende e le app mobile, a nudo i numeri di un mercato in crescita</title>
		<link>http://www.youniversalmedia.com/blog/mobile/le-aziende-e-le-app-mobile-a-nudo-i-numeri-di-un-mercato-in-crescita__544/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[applicazioni aziendali]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza aziendale]]></category>
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		<description><![CDATA[Le applicazioni in mobilità: maggiore produttività e riduzione dei costi per l&#8217;impresa. Le imprese dovrebbero rendersi conto della trasformazione in atto apportata da smartphone e tablet di ultima generazione. [x]cubeLABS, noto sviluppatore software mobile, ha preparato una simpatica infografica per riassumere lo stato attuale della situazione, il trend di crescita delle app nel mercato e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>Le applicazioni in mobilità: maggiore produttività e riduzione dei costi per l&#8217;impresa.</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>imprese</strong> dovrebbero rendersi conto della trasformazione in atto apportata da <strong>smartphone</strong> e <strong>tablet</strong> di ultima generazione. <strong>[x]cubeLABS</strong>, noto sviluppatore software mobile, ha preparato una simpatica <a title="L'infografica di [x]cubeLABS" href="http://www.xcubelabs.com/enterprise-mobile-apps.php" target="_blank"><strong>infografica</strong></a> per riassumere lo stato attuale della situazione, il trend di <strong>crescita</strong> delle <strong>app</strong> nel mercato e i benefici dello sviluppo su mobile per le imprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla grafica si evince come la motivazione principale per la quale le imprese trovano importante avere la propria piattaforma in mobilità è anzitutto per cercare di ridurre i <strong>costi</strong>, a seguire per migliorare la <strong>produttività</strong> aziendale, ma non vengono sottovalutate le <strong>esigenze</strong> dei dipendenti e la <strong>competitività</strong> del mercato.</p>
<p style="text-align: justify;">A queste aspirazioni corrispondono altrettante verifiche sul campo, che dimostrano come i primi benefici immediati derivanti dall’adozione di applicazioni mobili siano appunto una maggiore <strong>efficienza</strong> operativa, una riduzione dei <strong>costi</strong>, <strong>vendite</strong> e produttività migliorate e una maggiore <strong>flessibilità</strong> di businness.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Lo stato del mercato: quali settori investono di più nelle app mobile?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente i verticali d’impresa nei quali la penetrazione del mobile sta avendo un impatto più importante sono il <strong>manifatturiero-logistico</strong>, il <strong>medico-farmaceutico</strong>, il <strong>finanziario</strong>. Settori nei quali la disponibilità istantanea per i dipendenti e per gli utenti di interfacce mobile subito pronte e disponibili per accedere ai servizi dell&#8217;impresa può diventare cruciale.</p>
<p>Infine, [x]cubeLABS ci presenta la diffusione delle varie piattaforme mobile in azienda, con valori riferiti al mercato statunitense, che per il 2011 assegnano all’<strong>iPhone</strong> il <strong>45%</strong>, a <strong>Blackberry</strong> il <strong>34,5%</strong>, ad <strong>Android</strong> il <strong>21,3%</strong>, a <strong>Nokia</strong> il <strong>12,4%</strong> e a <strong>Windows</strong> il <strong>9,6%</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">E noi, in un paese che sta cercando di affrontare tante sfide su vari piani, riusciremo ad abbracciare la crescente rivoluzione delle app mobile? In <strong>Italia</strong> scontiamo ancora una carenza di capillarità nella diffusione delle connessioni dati, rispetto ad altri paesi europei e non.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo, giocoforza, probabilmente sta tarpando le ali ad un fiorente businness, in quanto un device per internet mobile senza possibilità di accedere ubiquamente alla rete perde gran parte della sua utilità come strumento di lavoro in tempo reale. Pur tuttavia, la <strong>diffusione</strong> quasi capillare ormai di smartphone e tablet, molto apprezzati come oggetti dono come dimostrano le <strong>vendite</strong> della recente stagione natalizia, rappresenta un&#8217;ottima base di partenza per chiunque volesse intraprendere nel mercato.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.youniversalmedia.com%2Fblog%2Fmobile%2Fle-aziende-e-le-app-mobile-a-nudo-i-numeri-di-un-mercato-in-crescita__544%2F&amp;title=Le%20aziende%20e%20le%20app%20mobile%2C%20a%20nudo%20i%20numeri%20di%20un%20mercato%20in%20crescita" id="wpa2a_36"><img src="http://www.youniversalmedia.com/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
	
		
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		<title>Pinterest: bacheche social dove appuntare le immagini più interessanti del web</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 17:19:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo social network nasconde spunti anche per il web-marketing. Negli ultimi mesi è scoppiato il “caso” Pinterest, un nuovo social network , che sta crescendo esponenzialmente come numero di iscritti e come trend di ricerca su Google, in particolare negli Stati Uniti. Molti magazine e blog americani hanno infatti dedicato al nuovo sito social [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: justify;"><strong>Il nuovo social network nasconde spunti anche per il web-marketing.<br />
</strong></h2>
<p style="text-align: justify;">Negli ultimi mesi è scoppiato il “caso” <a title="La homepage di Pinterest" href="http://www.pinterest.com" target="_blank"><strong>Pinterest</strong></a>, un nuovo social network , che sta crescendo esponenzialmente come numero di <strong>iscritti</strong> e come <strong>trend</strong> di ricerca su <strong>Google</strong>, in particolare negli Stati Uniti. Molti magazine e blog americani hanno infatti dedicato al nuovo sito social pagine di commenti e informazioni, chiedendosi appunto dove sia il motivo di tanto <strong>interesse</strong> da parte degli utenti per questo servizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo dunque dalle basi del sito, per capirne i meccanismi. L’utente, una volta ottenuta risposta alla richiesta di invito sulla piattaforma, può cominciare a creare varie <strong>board</strong> tematiche e al loro interno caricare immagini o link ad immagini online. Gli utenti possono lasciare un like, un commento o inserire il <strong>pin</strong> di altri utenti nelle proprie bacheche. Esiste anche una classifica di pin<strong> più popolari</strong> al momento, dove scoprire le ultime novità. Curiosa anche la possibilità di inserire, oltre all’oggetto, anche il suo prezzo, se si volesse creare ad esempio una bacheca relativa ad una lista nozze. Infine, si possono condividere i propri pin sui maggiori social network come <strong>Facebook</strong> o <strong>Twitter</strong>.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Un pubblico specifico ed attento per azioni di marketing e SEO mirate.</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo parlato di lista nozze non a caso. Il 54% del pubblico iscritto a Pinterest è composto da <strong>donne</strong> nella fascia di età 25-40 anni. Non è un caso dunque che gli argomenti più diffusi in assoluto tra board e pin siano appunto ricette, accessori di bellezza, ultime tendenze di moda, idee per le nozze, ecc. Su queste caratteristiche molto “femminili” di Pinterest non hanno mancato di focalizzarsi, anche con una certa ironia, alcuni commentatori d’oltreoceano, definendo questa rete sociale come “il parco giochi delle <strong>blog-mamme</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non vi è nulla di male, ogni community assume quasi spontaneamente una propria forma, e anzi, per aziende che hanno proprio questo target di riferimento, Pinterest può divenire letteralmente una miniera d’oro dal punto di vista pubblicitario. Inoltre, dal punto di vista <strong style="text-align: justify;">SEO</strong>, tutti i pin sono in realtà link “<strong>dofollow</strong>” al sito che contiene l’immagine, quindi si tratta di una risorsa sostanziale per l’indicizzazione nei motori di ricerca, e che non va sottovalutata.</p>
<p style="text-align: justify;">Resta solo una domanda, nascerà anche da noi in Italia la mania per Pinterest? Lo scopriremo nei prossimi mesi.</p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fwww.youniversalmedia.com%2Fblog%2Fweb-mktg%2Fpinterest-bacheche-social-dove-appuntare-le-immagini-piu-interessanti-del-web__524%2F&amp;title=Pinterest%3A%20bacheche%20social%20dove%20appuntare%20le%20immagini%20pi%C3%B9%20interessanti%20del%20web" id="wpa2a_40"><img src="http://www.youniversalmedia.com/blog/wp-content/plugins/add-to-any/share_save_171_16.png" width="171" height="16" alt="Share"/></a></p>]]></content:encoded>
	
		
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