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20
giu
Secondo appuntamento con le interviste di YOUblog.
Oggi parliamo con Luca Conti: giornalista, blogger, speaker, moderatore di eventi ma, soprattutto, grande esperto di social media e consulente freelance nell’ambito del social media marketing. Autore di due libri di successo come Fare Business con Facebook e Comunicare con Twitter, a chi meglio di lui potevamo chiedere un parere su alcuni degli argomenti più caldi trattati dalla nostra redazione?
La brand page nella versione attuale offre una personalizzazione del profilo e qualche strumento in più di analisi, ma di fatto sostanzialmente non vedo differenze enormi. Twitter ha il suo punto di forza nell’essere contenuto puro, condensato in 140 caratteri, pensato per essere inviato, ricevuto e discusso in tempo reale. Si presta quindi bene all’informazione, al servizio clienti, alla reazione tempestiva. Per questo andrebbe sfruttato.
Direi che le aziende ormai ci sono e quindi non vedo l’Italia indietro, se non nella percentuale di adozione. Se dovessi aggiornare ad oggi Comunicare con Twitter, il libro pubblicato da Hoepli, non avrei difficoltà a riempirlo di casi italiani di successo.
No. I numeri sono un benchmark verso la concorrenza ma niente di più. Più che il numero di follower terrei sotto controllo il loro tasso di attività e di click sui miei contenuti.
Possibile, ma allora il mobile dovrebbe essere la kryptonite di tutti, eccetto Google, visto che nessuno, a quanto mi risulta, ci sta facendo soldi. Facebook troverà la sua strada, non ho dubbi. Dubbi mi restano sul valore attuale di capitalizzazione.
L’immagine è il contenuto di maggiore attrattiva dopo i video e lo mostrano i media offline. Siamo nell’era dell’immagine, ferma o in movimento che sia. Non è un fenomeno passeggero.
La vedo come una ipotesi fantascientifica, considerando come l’agenda setting sia in realtà il frutto di un intreccio tra politica, interna e internazionale, interessi economici e proprietà dei media tradizionali. Scardinare il meccanismo è quasi impossibile in Italia, oggi e nel medio termine. Sugli effetti potenziali di un’agenda setting rivista ci penserei bene prima di valutarna in un senso o in un altro.
Non credo che Facebook possa sostituire Google, ma rosicchiarne quote di mercato sì! Facebook e Twitter possono essere un filtro all’informazione, ma spesso puntano a contenuti di pagine web di blog e siti di informazione. Da soli non producono significato, se non in minima parte e per informazioni con un valore ristretto e personale.
Storify più di Scoop.it, certo che sì! E’ un modo per filtrare e sappiamo bene come il filtro sia l’elemento chiave per ridurre l’effetto della sovrabbondanza di informazioni.
Semplicemente perché è arrivato tardi. Se ho tutta la mia vita su Facebook, se ho acquisito un certo seguito su Twitter, perché dovrei ricominciare da zero o duplicare i miei sforzi su un altro network, anche se performante e attraente?
Difficile dirlo. Se valutiamo il prezzo, probabilmente Linkedin. Google e Facebook si son mossi in chiave difensiva per tutelare Android e il proprio futuro nel caso di Facebook. Considerando quanto valgono, direi che ne è valsa la pena in entrambi i casi!
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