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6

lug

Buongiorno democrazia, addio ACTA?

Buongiorno democrazia, addio ACTA?

478 contro 39: il Parlamento Europeo non approva il trattato anti-contraffazione

E anche ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement) è stato bocciato. Anche il Parlamento Europeo ha dovuto riconoscere che misure troppo restrittive, guidate prettamente da interessi aziendali, non possono essere applicate ad un web nato libero per definizione.

Con 478 voti contrari su 39 favorevoli, l’Europa ha rigettato il trattato anti-contraffazione che aveva negoziato solo qualche tempo fa con Stati Uniti ed altri, e che, tra le conseguenze più discusse, annoverava la responsabilità oggettiva di hosting ed Internet Service Provider per eventuali contenuti illegali, costringendoli eventualmente a fornire ai proprietari di copywright le identità dei “sovversivi”. Come SOPA e PIPA, anche ACTA ha ricevuto l’offensiva decisiva del popolo del web: una protesta globale ed incessante che, con appelli continui ed una comunicazione virale ramificata dai social network, ha avuto il merito di suscitare interesse nei media e nella gente comune, la quale si è spesa molto sia in rete che on the road per scatenare nei parlamentari quella pressione e quella paura di perdere il seggio che ha portato al voto di mercoledì.

Ma la protesta virale del popolo del web è sempre giustificata?

Lo stesso viral marketing si basa sullo Share facile della maggior parte degli utenti che condividono link di ogni genere, spesso anche senza guardare o leggere fino in fondo cosa gli viene inviato dall’amico di turno, e in fondo, come dice il presidente di FIMI Enzo Mazza, la gran parte degli elementi su cui si basa ACTA sono già incorporati da tempo nel rigido ordinamento italiano in materia di protezione della proprietà intellettuale.

Nonostante questo, però, è giusto allarmarsi anche per la più piccola ipotesi di attentato alla libertà del web: un ambiente dalle caratteristiche e dalle regole particolari, che sempre più spesso si sovrappone alla nostra vita reale e che, proprio per questo, dovremmo evitare di equiparare ancora oggi ad un qualsiasi medium di vecchia generazione.

Un’altra battaglia è vinta, ma nonostante le parole del presidente Schulz, in disaccordo con una simile soluzione di un problema che, in ogni caso, ha bisogno di una regolamentazione, già il popolo del web attende il prossimo ACTA da vagliare e, forse, da contestare. Saranno ancora una volta le lobby a commissionarlo?

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